L'ufficio cambia volto per rispettare il distanziamento sociale

person Pubblicato da: cartuccetonerstampanti list In: News Sopra: comment Commento: 0 favorite Colpire: 194

Niente più sale riunioni affollate, assembramenti di fronte alla macchinetta del caffè o alla stampante. Addio a scrivanie condivise e posti a sedere gomito a gomito. Qualunque cosa accada nei prossimi mesi, compreso l’arrivo del tanto agognato vaccino, la pandemia da Covid 19 avrà un impatto duraturo sul modo in cui lavoriamo e su come funzionano i nostri luoghi di lavoro.

Niente più sale riunioni affollate, assembramenti di fronte alla macchinetta del caffè o alla stampante. Addio a scrivanie condivise e posti a sedere gomito a gomito. Qualunque cosa accada nei prossimi mesi, compreso l’arrivo del tanto agognato vaccino, la pandemia da Covid 19 avrà un impatto duraturo sul modo in cui lavoriamo e su come funzionano i nostri luoghi di lavoro.
Questo non solo perché la paura del contagio, al di là del contenimento dell’epidemia, sembra destinata a restare a lungo.
Ma anche perché, come è stato dimostrato da alcuni studi, le malattie si diffondono più rapidamente negli uffici con spazi aperti, dove le persone sono più vicine l'una all’altra.

Come è necessario ri-pensare agli spazi comuni?

Difficile identificare un modello ideale. Le aziende, dicono gli esperti, potrebbero adottare una combinazione di soluzioni a breve termine, volte a rafforzare la fiducia dei lavoratori per un ritorno in sicurezza alle scrivanie, e soluzioni a lungo termine con un restyling degli spazi comuni.

Quello che appare certo, ad oggi, è che nell'ufficio post-Covid, le parole d’ordine saranno sicurezza e distanziamento sociale

Ecco alcune delle soluzioni che si prospettano all’orizzonte per i lavoratori e che, in molti casi, sono già diventate realtà.

Riduzione del personale in ufficio

Il cambiamento più grande è già avvenuto e si chiama smart working. Prima del Covid, in Italia, secondo l'Istat, lavorava da casa appena lo 0,8% del totale degli occupati. A conti fatti meno di 200 mila teste.
La pandemia ha cambiato le carte in tavola. Le stime dell'Istituto indicano per l'anno in corso il ricorso al lavoro da remoto per oltre 4 milioni i lavoratori, ovvero 3 milioni in più rispetto al 2019 e che potrebbero arrivare fino a 8,2 milioni.

Una svolta epocale, dunque, per le modalità di lavoro alle quali fino ad oggi siamo stati abituati, che rompe definitivamente l’equazione sedie occupate uguale gente che lavora. E che apre nuovi scenari per il futuro.

Una recente indagine condotta di Aidp (Associazione italiana dei direttori del personale) ha infatti reso noto che oltre il 68% del campione delle aziende intervistate ha dichiarato che prolungherà le attività di smart working anche nella fase di ritorno ad una “nuova normalità”.

Distanziamento sociale: il ruolo del design

Tra i numerosi cambiamenti che il coronavirus ha introdotto nelle nostre vite, c’è senza dubbio il modo in cui si stanno modificando gli spazi comuni e, in particolare, i luoghi di lavoro.

Chi è tornato in ufficio ha già sperimentato alcune differenze. In molte aziende, le scrivanie sono state distanziate e, dove è stato possibile, sono stati montati dei divisori di plexiglass per separare le postazioni.

In futuro sono possibili cambiamenti più radicali, come l’utilizzo di pareti scorrevoli o pannelli in grado di rimodulare gli spazi. Ma anche la sostituzione delle porte tradizionali con la maniglia a favore di porte automatiche in modo da ridurre eventuali contagi. E ancora: niente tavoli grandi unici, sì invece ai percorsi differenziati di entrata e di uscita.

Il design, che fino ad oggi ha assolto prevalentemente al bisogno di vivere meglio, dovrà ora garantire prima di tutto la sicurezza.

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